Progetto Lettura - Giralibro

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Pronti, partenza, leggere!

I ragazzi di oggi sono superficiali? Non quanto amano farci ritenere. Anzi, se solo si crede in loro, sono capaci di pensieri profondi.

Quando uno studente scopre il piacere della lettura, si sorprende e si stupisce dell’autenticità e della complessità dei suoi pensieri. È normale che sia così.

Sono una docente di Lettere. Per fortuna, per scelta, per caso o, forse, per l’esperienza maturata nell’insegnamento, sono riuscita a far parlare di loro stessi gli studenti, dapprima timidamente nei temi svolti in classe poi, una volta conquistata la loro fiducia, in maniera più decisa e sincera. I miei alunni sono riusciti a percepire quanto sia gratificante l’esperienza della scrittura. Un risultato ottenuto grazie ad una condizione fondamentale: la stima. Per parlare di sé occorre percepire che qualcuno ritiene importante ciò che si vive e che si vuole raccontare ed è una sensazione che i ragazzi di oggi raramente provano. Molti adulti non li ascoltano o non li sanno ascoltare, non aderiscono al loro vissuto, trattano il loro mondo come fosse finto, interlocutorio, fatto di sciocchezze, banale. Perché? Semplice, perché da ambo le parti  mancano le parole!

Alla luce di quanto asserito sopra e considerato il sempre maggior livello di imbarbarimento lessicale, l'incapacità non solo di comunicare ma anche di esprimersi , la crescente solitudine dovuta all'incapacità di relazionarsi e mediare, mi è sembrato chiaro che i miei alunni non leggessero a sufficienza, ma fossero vittime di un sistema basato su tante comunicazioni / notizie lampo, senza mai un approfondimento che li obbligasse  a fermarsi un attimo e pensare.

La lettura è un piacere: se non è buona, che piacere è?

Potremmo dirlo così, rubando la battuta del celebre slogan pubblicitario; per dire una cosa seria: creare dei lettori, dei lettori «in erba», vuol dire principalmente saperli introdurre al gusto, al piacere di quelli che da “oggetti misteriosi e spesso sconosciuti”, divengono via via, con l’aiuto dei genitori e degli insegnanti, dei veri e propri campi di scoperte, di fantasie, di possibili risposte alle loro insaziabili curiosità. Oggetti davvero piacevoli, amici per la vita.

Perché sia una buona lettura occorre poi che la scelta cada fin da subito su libri buoni, vale a dire libri davvero stimolanti, ben calzanti con l'età di ciascuno, e poi che vengano «serviti» nel modo più opportuno: a scuola, certo, ma anche in famiglia, dove la «normalità» alla lettura rimane lo stimolo più convincente e il più insostituibile.

Il Progetto Lettura di quest'anno si articola in due tempi.

Dal momento che leggere inventa per noi il tempo che non abbiamo e che leggendo impariamo a vivere con un po’ di consapevolezza in più, ho condotto gli alunni della III D in un percorso nuovo e stimolante, denominato “Giralibro”.

La prima tappa è stata la fruizione della biblioteca Feltrinelli, intesa come luogo di incontro, scambio e socializzazione, dove scegliere liberamente un libro da acquistare. L’alunno tocca, sfoglia, manipola il libro e consuma a suo piacimento.

Scegliere un libro non come strumento di tortura, ma come oggetto di piacere.

Da sempre ho esortato gli alunni alla lettura, ma la novità è stata la libera scelta, pensata riflettendo sul fatto che i libri sono specchi indiscreti e temerari: ti fanno uscire le idee più originali, ti stimolano pensieri che non credevi di avere.

Il passo successivo è stato concordare con gli alunni l’intervallo temporale di lettura, per poi interrogarli e valutarli sulle capacità critiche. L’alunno legge e diventa solidale con l’altro.

Immediatamente dopo è avvenuto lo scambio dei libri, così da avere la possibilità di leggere diversi libri, acquistando solo il primo. Touché!

L’iniziativa ha avuto successo, non solo perché contenuta nel costo, ma anche perché fondata sulla scelta del libro più rispondente a gusti personali  ed alle tendenze del momento. Dopo pochi libri sono apparsi i primi risultati e la produzione scritta è notevolmente migliorata, nel lessico, maggiormente eterogeneo variegato, e nei contenuti, meno semplicistici. Infine si è provveduto a realizzare un cartellone, affisso nell’aula, dove segnare i libri letti da ciascun alunno, così da far prendere maggiormente coscienza alla scolaresca dell’encomiabile lavoro effettuato.

La docente di Italiano della III D
Stefania De Magistris

 

 
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